"L’MTC è un’isola a cui attraccano i naufraghi della passione culinaria e sulla quale trovano il paradiso dell’invenzione e della conoscenza." (cit. Patty)
E' vero: queste poche parole bastano per esprimere cosa sia per noi l'MTC e perchè non riusciamo a sottrarci a questo impegno mensile anche se non abbiamo tempo, anche se la ricetta a primo acchitto non ci entusiasma, anche se abbiamo mille altre ricette da provare.
L'MTC è una sfida. Ma definirla sfida è ormai riduttivo. Un centinaio e più di appassionate di cucina che ogni mese si sfidano su uno stesso tema, che imparano tecniche sconosciute, che assaggiano sapori mai provati, che danno spazio alla fantasia e all'inventiva.
Se non ci fosse stato l'MTC, non mi sarebbe mai venuto in mente di preparare il baccalà, la pasqualina o il budino salato. Nè avrei mai dedicato 3 ore di tempo per comporre un quadro di macedonia.
Questo mese Patty ci porta in Toscana e ci propone i pici, un "laccio di acqua e farina che lega a sé piccoli borghi cristallizzati nel tempo come Pienza, Montepulciano, Monticchiello, Montalcino. Si allunga elastico fino ai confini con l'Umbria lungo la Valdichiana, e su su ancora, fino ad arrampicarsi alle pendici dell’Amiata, dove li troverete più corti e sottili. Ma la loro gloria si propaga fino ai versanti grossetani del Monte Amiata così che possiamo trovare i pici anche in Maremma."
Ho pensato di allungare questo "laccio" e farlo arrivare fino a Palermo, ad abbracciare un condimento relativamente povero ma estremamente saporito che sa di terra e un pò anche di mare.
Ecco quindi i Pici "cu'u vrocculu arriminatu", ovvero"Pici con il broccolo rigirato".
Il broccolo è quello verde (e siccome non so come si chiama nel resto d'Italia, ve l'ho fotografato), che viene sbollentato e poi ripassato in padella con il classico trio uvetta-pinoli-acciughe, che dona al piatto un sapore intenso, salato e dolce allo stesso tempo.
Arriminatu, invece, è un termine che, molto spesso accade nei dialettismi, racchiude in sè un insieme di azioni: vuol dire rigirato. Ma non solo: vuol dire anche mescolato, insaporito, mantecato.
E' un piatto tipico della città di Palermo e che, come molto spesso accade per le ricette tradizionali, trova in ogni casa una sua diversa declinazione. Io, che in realtà non sono di Palermo ma sono solo stata adottata da questa variopinta città, ho accolto i preziosi suggerimenti della mia collega Mela, che mi ha trasportato in un turbinio di intensità e di sapore cui difficilmente si può resistere.
Questo saporito condimento palermitano incontra i pici di Siena ed è magia. Grazie Patty per questa ricetta. E grazie Alessandra per aver partorito questa idea geniale che è l'MTC.
Pici ... cu'u vrocculu arriminatu
Pici per 4 persone: (ricetta di Patty)
200 gr di farina 00
100 gr di farina di semola rimacinata
2 generosi cucchiai d’olio extra vergine
1 pizzico di sale
acqua qb
Nota: La quantità di acqua è variabile dal tipo di farina che userete. In genere per questa quantità di farina un bicchiere o poco meno è sufficiente, ma sta a voi osservare quanta ne incorpora il vostro impasto per essere morbido e malleabile.
La proporzione dell'uso delle 2 farine è sempre 2:1, ovvero due parti di 00 ed una di semola rimacinata che conferisce struttura all'impasto. In questa maniera non avrete bisogno di uova.
Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta. Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina. Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo. Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.
Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida. Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola.
Quando si tirano pici molto lunghi, la tecnica è quella di tirarli da un lato tenendo l'altra estremità con il palmo e piano piano allungandoli fino ad esaurire la pasta. Una volta tirato il vostro picio, fatelo rotolare nella farina di semola o di fioretto affinché non si appiccichi agli altri. Una pasta morbida e riposata si tira con estrema facilità.
Per il condimento:
1 cavolfiore verde
1 cipolla
4-6 filetti di acciughe
una manciata di uvetta e pinoli
200 gr circa di passata di pomodoro
1 cucchiaino di estratto di pomodoro (o triplo concentrato)
100 gr circa di caciocavallo grattuggiato
olio, pepe, sale, cannella, zucchero, bicarbonato q.b.
Per il pangrattato tostato:
3-4 cucchiai di pangrattato
1 cucchiaio di olio
1 spicchio di aglio
olio, pepe, sale, cannella, zucchero, bicarbonato q.b.
Per il pangrattato tostato:
3-4 cucchiai di pangrattato
1 cucchiaio di olio
1 spicchio di aglio
Pulire il broccolo, eliminando la parte esterna più dura di ogni fiore. Lavarlo e scottarlo in acqua salata per pochi minuti. Ammorbidire l'uvetta in acqua calda. Nel frattempo, in un ampio tegame (io in genere uso il wok), fare un soffritto leggero con l'olio e la cipolla: la cipolla non deve bruciarsi, ma appassirsi dolcemente. Scioglierci dentro l'acciuga. Scolare il broccolo, saltarlo nel wok e insaporire il tutto. Aggiungere poi la passata di pomodoro, l'estratto di pomodoro, allungare con un paio di mestoli dell'acqua di cottura del broccolo e fare cuocere a fiamma bassa per circa 20 minuti. Man mano che il sugo cuoce, il broccolo si disferà un pò. Aggiustare eventualmente il sugo in base al proprio gusto: io in genere aggiungo mezzo cucchiaino di zucchero, un pizzico di bicarbonato, abbondante pepe e pochissima cannella macinata. Aggiungere infine l'uvetta e i pinoli.
Nel frattempo preparare il pangrattato tostato: in un padello, scaldare un cucchiaio di olio e farlo insaporire con uno spicchio di aglio. Aggiungere qualche cucchiaio di pangrattato e rigirarlo continuamente finchè non sarà tostato. Quando ben dorato, toglierlo subito dalla padella e trasferirlo in un piatto, altrimenti brucerà. A piacere, a questo pangrattato tostato si può aggiungere un cucchiaino di zucchero.
Cuocere i pici nell'acqua di cottura del cavolfiore, scolarli e mantecarli nel wok insieme al sugo di broccolo, aggiungendo caciocavallo grattuggiato. Impiattare e cospargere con un cucchiaino di pangrattato tostato.
Note:
l'arriminatura della pasta, può avvenire in due modi: o in tegame, come ho fatto io. O in forno: questa seconda versione prevede che la pasta, scolata al dente, venga condita con il sugo e poi ripassata in forno, spolverandola con il formaggio in superficie. Dovendo usare una pasta lunga, ho preferito la versione in tegame.
In alcune case, la "pasta cu'u vrocculu arriminatu" prevede la presenza dello zafferano al posto del pomodoro.
Non essendo palermitana DOC, ma solo d'adozione, ringrazio la mia collega Mela per tutte le dritte e le indicazioni fornite per questo condimento.
Oltre che all'MTC di Gennaio, questa ricetta partecipa anche alla Raccolta di Cristina
Buon Appetito!
Stefania





20 commenti:
Che bellissima versione! Con acciughe, uvette e pinoli anche! :D Squisiti, complimenti cara!!
versione "giusta"! Avevo anche io pensato che qualcuna di voi "sudiste", prima o poi, l'avrebbe proposta :-)
Mi è venuta voglia di fare i pici! :D Bellissima e gustosa questa tua versione, devono essere speciali! Complimenti, un bacio e buona giornata :) :*
STUPENDI....non posso commentare ora ma ero curiosa di vederli! Passo con calma...dammi tempo! Un abbraccione , Pat
Adoro le ricette siciliane, così dense di sapori e contrasti deliziosi.
L’arriminatura è un vocabolo che non conoscevo ma che mi resterà stampato in testa come un timbro.
E’ poetico, pure.
E poesia è questa ricetta, veramente da provare, i pici della Patty non potevano trovare miglior fine!!
Bravissima!!
Francy
bellissima l'idea cuu vruoccolu arriminati!
un condimento che, pur essendo nordica, faccio spesso anch'io e trovo squisita!
Sono una polentona ma a me piacciono tantissimo!!! Me li fa sempre la mamma di una mia amica che è siciliana di Palermo.
E' un sorriso che viene spontaneo, appena li assaggi!
Grazie, mi sa che insegno a far i pici pure a lei e li condiamo così!
Buona giornata
Nora
Che bello questo laccio che arriva fino a Palermo! :)
Bellissimo tutto il post, foto comprese!!!
Wowwwww! Zucchero e Canella in questo sughetto... ti adoro!!!! E niente peperoncino... questa me la riservo da provare prima che scada il tempo dei cavoli...!
Ma mi devi spiegare il perche del bicarvonato!?
besos!
Mai: uso il bicarbonato perchè toglie l'acidità del pomodoro. Lo metto sempre quando preparo la salsa
meravigliosaaaaaa! Mi hai appena messo fame, te lo dico!!! :D
Se ci pensi la ricetta tradizionale prevede che questo sicilianissimo condimento venga arriminato con i bucatini che tanto assimigghiano a questi pici....ci avranno copiato!!! Brava Stefi
versione meravigliosa!
Il broccolo nel resto dell'Italia si chiama cavolfiore :)
molto interessante questa tua versione alla palermitana li rifaccio i pici proprio per assaggiare questo condimento che mi piace un casino...ciao
quanto manca, a stasera?
e non aggiungo altro :-)
ooh finalmente dei picciotti come si deve. Adoro tutto ciò che è palermitano, lo sai, vero????
Stefania...se avessi potuto mi sarei tuffata nella padella di condimento dell'ultima foto. Il broccolo verde qui lo vedo sempre normalmente al supermercato ma non l'avevo mai utilizzato. Un condimento con uvetta pinoli cannella...mi ricorda molti piatti della cucina ebraica. Non vedo l'ora di provarlo la prossima volta che preparo i pici...molto presto!
complimenti! Adoro questa ricetta, ne ho gia' due simili nella raccolta, controllo e se e' diversa l'aggiungo :-D
Ecco perché adoro questo gioco. Perché mi commuove, mi riempie, mi sorprende e mi entusiasma ogni volta, sia come concorrente e questa volta privilegiata, come una principessa a cui sono dedicate mille serenate bellissime. La tua è davvero una splendida canzone con parole sincere, che parlano di un terra bellissima e di profumi che arrivano da lontano. Un piatto di pici dall'anima siciliana. Grazie Stefania, davvero di cuore.
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